martedì 23 dicembre 2014

Poste italiane e Giardino botanico Rea

Torino, 18 dicembre 2014

Comunicato stampa
Poste italiane e Giardino botanico Rea
La Vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte, Daniela Ruffino, si è impegnata per unire le sinergie tra Poste Italiane e Regione Piemonte e favorire l'esposizione scientifica del Giardino Botanico Rea.
Oggi l'inaugurazione unita alla riapertura del Salone centrale delle Poste Italiane, in Via Alfieri 10 a Torino
 
La sede delle Poste centrali di Torino è stata infatti interessata da un intervento di riqualificazione che ha coinvolto l’area riservata al pubblico - con il restauro del grande velario centrale e l’inserimento di una nuova illuminazione - con l’intento di ridare lustro a stucchi e sportelleria, oltre alla completa sostituzione dell’impiantistica e dei sistemi di sicurezza.
Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino ha curato invece l’allestimento dello spazio inserito nel salone aperto al pubblico, dove ha collocato una selezione di reperti naturalistici provenienti dalle sezioni di Botanica, Entomologia e Zoologia e di piante spinose coltivate dal Giardino Botanico Rea di San Bernardino di Trana. La collaborazione tra i due Enti consentirà di valorizzare il palazzo delle Poste centrali e di rendere visibili agli utenti attività e collezioni di due eccellenze culturali e scientifiche del territorio.

“Sono feliceha commentato Daniela Ruffino - che la volontà comune di valorizzare il Giardino Botanico Rea, proprietà della Regione Piemonte e patrimonio dei piemontesi, in pochi mesi abbia dato il primo risultato. Ringrazio e mi auguro che sia la prima di una lunga serie di iniziative organizzate dalla Regione Piemonte per promuovere la conoscenza su larga scala di questo Giardino, elemento d’ eccellenza in campo botanico del nostro territorio”.



Il futuro del Giardino ha concluso la vicepresidente - è legato alla nostra capacità di approcciare in modo diverso alla gestione e valorizzazione dei beni della collettività. Secondo questa visione, grazie al supporto dell’architetto Luigi Bistagnino dell’Università di Torino, il Giardino Botanico Rea auspico possa diventare il luogo per lo studio e l’approfondimento della metodologia dell’approccio sistemico: la base per la creazione di una rete relazionale in cui l’out put di un sistema diventa l’in put di un altro, per favorire i rapporti tra le persone, migliorare il loro benessere e stimolare il sistema valoriale e culturale della società che verrà ridefinito, avendo anche cura dell’ambiente e, di conseguenza, capace di generare un flusso economico positivo, la cosiddetta Blue economy, teorizzata da Gunter Pauli”.

Sono inoltre intervenuti Pietro La Bruna, Direttore Poste Italiane area Nord Ovest e Antonella Parigi, Assessore alla Cultura, Sport e Turismo della Regione Piemonte.


lunedì 15 dicembre 2014

Progetto Giada per aiutare i bambini oncologici

12 Dicembre 2014 - Torino

COMUNICATO STAMPA

“L’esperienza più formativa, non solo come politico ma soprattutto come persona, è stata la recente visita al reparto oncologico infantile dell’ospedale Regina Margherita di Torino. La tenacia con cui i pazienti affrontano la malattia deve essere un esempio e uno stimolo per tutti.”. Così Sergio Chiamparino, presidente della Regione, è intervenuto alla presentazione de “La Villa delle meraviglie”, organizzata dall’Associazione Progetto Giada Onlus.

“Questo evento vuole essere un’occasione per far conoscere le attività di sostegno concreto - ha proseguito Daniela Ruffino, vicepresidente del Consiglio regionale - che l’Associazione offre ai malati oncologici e alle loro famiglie”.

Il Progetto promuove, infatti, iniziative di sensibilizzazione dedicate all’infanzia, con l’obiettivo di recuperare, attraverso il gioco e lo svago, la dimensione della normalità e della quotidianità nei piccoli pazienti, alleviando le sofferenze e le difficoltà legate al cancro. In particolare, intende creare un luogo di incontro per i bambini e le famiglie che affrontano la malattia, con spazi e strutture adeguati per ridare serenità ed entusiasmo, favorendo la diffusione della cultura della solidarietà e della lotta alla patologia.

“Un plauso speciale - ha concluso Ruffino - va ai volontari che, quotidianamente e in modo gratuito, operano con passione, confortando e aiutando i più bisognosi.  Sono certa che le istituzioni continueranno a impegnarsi per essere sempre più vicine a queste realtà”.

CONTINUITÁ ASSISTENZIALE: COME LA GIUNTA CHIAMPARINO INTENDE EVITARE IL TORINOCENTRISMO?

15/12/2014 - Torino 

COMUNICATO STAMPA


Un’interrogazione in Regione per capire come la giunta Chiamparino intenda rivedere la rete ospedaliera regionale e quali strumenti di tutela intenda applicare per le aree geografiche regionali extra cittadine.




All’indomani dell’azzeramento della programmazione sanitaria della precedente giunta, il testo, presentato dalla vicepresidente del Consiglio Regionale, Daniela Ruffino, ha come obiettivo garantire uniformità di accesso ai servizi per i cittadini, soprattutto per quanto riguarda i casi di continuità assistenziale.

Lo scorso 4 agosto, su proposta dell’assessore Saitta, la giunta regionale ha infatti  approvato la delibera  n. 46-233 (pubblicata sul BURP del 28/08/2014) “Sospensione, revoca e disapplicazione di atti relativi alla revisione della rete ospedaliera, appropriatezza, attribuzione di incarichi di struttura nelle A.S.R., regolamentazione dei rapporti con gli erogatori privati”.

Con questo atto sono state soppresse tutte le delibere che riguardano la rete ospedaliera, le nomine dei primari e la gestione dei letti di ricovero per acuti, negli ospedali e nelle strutture private accreditate, dei letti di post-acuzie e di continuità assistenziale a valenza territoriale.

“A preoccuparci di più – dichiara Daniela Ruffino, vicepresidente del Consiglio Regionale ed estensore dell’interrogazione – è che l’azzeramento della situazione esistente sia stato effettuato senza prima definire un’analisi programmatoria chiara”.

“A causa della mancata analisi delle reali necessità – prosegue – e dell’obbligo di adeguarsi al regolamento Balduzzi che prevede la cancellazione o la riconversione degli ospedali che non rientrano nei parametri del ministero, si rischia la concentrazione dei letti per acuti prevalentemente nei capoluoghi di provincia, penalizzando in questo modo pazienti e famiglie che vivono in collina o in montagna”.

Per evitare attriti territoriali – conclude la Ruffino – e garantire la stessa qualità della cura a tutti i piemontesi sarà necessario individuare criteri omogenei per la definizione e l’allocazione di letti di continuità assistenziale (a bassa, media ed a più alta intensità), che compenseranno la riduzione dei letti per acuti e post - acuti, privilegiando quelli a più alta intensità per le aree territoriali disagiate”.



mercoledì 3 dicembre 2014

GAM e Castello di Rivoli

2 dicembre 2014, Torino








Un’interrogazione urgente per capire se la Gam e il Museo d'Arte Contemporanea del Castello di Rivoli avranno un direttore unico o meno e quale sia la posizione della giunta Regionale.
Il testo è stato discusso oggi in Consiglio Regionale , ma l’assessore ci ha fornito una risposta vaga e a ancora oggi non sappiamo quale sia il futuro di due enti importanti come la Gam e il Castello di Rivoli, che dovrebbero fondersi nella Fondazione Torino Piemonte Musei.
Anche per questo lo scorso ottobre, entrambe le realtà hanno deliberato di procedere alla comune pubblicazione di un bando per individuare un unico direttore. Il direttore avrebbe avuto il compito di gestire le attività' museali e di verificare la possibilità di una fusione nella Fondazione Torino Musei. Eppure parrebbe che il bando preveda sia l’ipotesi del contratto unico che quella separata, in casa di mancata fusione. Allora per quale motivo nel bando si indica anche la possibilità di un contratto disgiunto?
È evidente che su un tema prestigioso e importante come la cultura piemontese, questa maggioranza preferisca la nebbia alla trasparenza.
Daniela Ruffino

venerdì 7 novembre 2014

Cinque proposte per l'Europa

di Daniela Ruffino, Vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, delegata alla Consulta europea    


In che modo i cittadini piemontesi possono sentirsi realmente cittadini d’Europa?


In primo luogo è necessario che si formi una “cultura europea”. Ciascuno di noi deve essere consapevole che anche le più piccole comunità locali del nostro territorio sono parte integrante di una più vasta realtà internazionale. Accrescere la conoscenza dei benefici che si possono ottenere dai diritti della cittadinanza europea e favorire la partecipazione attiva alla discussione pubblica sui temi europei è un compito delle nostre istituzioni, in primo luogo della Regione. Non mancano le op- portunità messe a disposizione dall'UE, compresi programmi, finanziamenti e progetti di alto valore sociale e utili al rilancio del lavoro e dell’economia. Ma è necessario un effettivo coinvolgimento diretto e "culturale" dei cittadini, soprattutto in questo contesto economico complesso. Siamo davvero cittadini europei solo quando conosciamo che cosa l’Europa è in grado di fare per noi e cosa noi stessi possiamo fare per far crescere l’Europa.


In questo processo di crescita reciproca tra cittadini ed Europa qual è il ruolo della Consulta europea?

Le specificità e le esigenze locali della nostra regione vanno rispettate e valorizzate proprio grazie ad azioni che permettano di accedere senza ostacoli all’informazione europea. Un territorio, con i suoi abitanti, le sue tradizioni e la sua cultura, non può essere abbandonato a se stesso, bensì deve essere avvicinato all’ Europa costruendo passo dopo passo la percezione della dimensione europea: questo è un valore aggiunto per lo sviluppo economico di ogni comunità. La Consulta intende mettere in campo azioni positive che favoriscano l’ informazione europea per i cittadini, realizzare iniziative di networking, e di "animazione territoriale". E potrebbe, in futuro, promuovere l’informazione ai diversi pubblici di interesse attraverso newsletter tematiche e altre azioni rivolte alla Pubblica Amministrazione, alle imprese, alla società civile, che raggiungano tutto il territorio piemontese.

Un tema prioritario per la Consulta è quello di contribuire alla re- alizzazione di una "Europa per i giovani"...

E' necessario cercare di fornire ai giovani, grazie anche alla strategia Europa 2020, risposte efficaci in questo difficile momento di crisi economica. La formazione professionale e l’accesso al mondo del lavoro, il Servizio Volontario europeo, Erasmus, la tutela dei diritti all'istruzione, alla formazione e alla ricerca sono oggetto di grande attenzione da parte nostra. Ecco perché formazione e ricerca sono state le vere protagoniste, insieme con tanti giovani provenienti dai Paesi di tutto il mondo, delle due settimane intense e proficue di studi formativi della Summer School, una importante iniziativa della Consulta rivolta al mondo giovanile, che ha visto la partecipazione dell'Università e degli organismi internazionali presenti a Torino.

Quali riscontri si attende dalla Summer School?

Un risultato lo hanno già conseguito i laureati e professionisti che vi hanno preso parte. E' stata una occasione speciale per partecipare a una formazione specialistica in ambito economico, giuridico e sociale che ha posto l'accento, in particolare, sulla valorizzazione del capitale umano come fattore legato ai fenomeni della globalizzazione e dei flussi migratori. Un tema di attualità che tutti gli Stati e le istituzioni su scala mondiale devono considerare tra le priorità della propria azione sociale, politica e di governo. Per questa ragione le tre aree chiave sulle quali si è incentrata la Summer School (Capitale umano e innovazione, Attrarre il capitale umano, Capitale umano ed inclusione sociale) hanno certamente aperto gli orizzonti dei partecipanti su aspetti essenziali. Con grande soddisfazione, alla chiusura di questa prestigiosa iniziativa si può affermare che si è trattato di una sorta di "laboratorio" prestigioso e qualificato per elaborare e confrontare idee sulle strategie del capitale umano. Un trampolino di lancio per la futura attività di questi giovani nel mondo delle istituzioni, della politica e della diplomazia.

Il tema dei flussi migratori è centrale nello sviluppo europeo?

Sì, oggi i flussi migratori introducono nella vita, nella società e nell'economia globale implicazioni molto rilevanti, trasformazioni decisive per lo sviluppo socio-economico. Compito dei governi e degli organismi preposti è quello di far sì che gli immigrati possano contribuire ad arricchire i paesi ospitanti, trasformandosi in strumento di inclusione sociale. E la Regione, anche attraverso l'operato della       Consulta, intende approfondire queste tematiche.