giovedì 30 aprile 2015

Bando Isi 2014

L'Inail mette a disposizione 267.427.404 euro per finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I destinatari degli incentivi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

I finanziamenti vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande. Il contributo, pari al 65% dell’investimento, per un massimo di 130.000 euro, viene erogato dopo la verifica tecnico-amministrativa e la realizzazione del progetto.

Nella sezione Incentivi per la sicurezza > Bando Isi 2014 sono disponibili gli avvisi pubblici regionali per la documentazione di dettaglio e i fac-simili della modulistica.

I soggetti interessati potranno insierire le domande di partecipazione dal 3 marzo 2015 e fino alle ore 18.00 del 7 maggio 2015, nella sezione Servizi online. Per accedere all'applicativo è necessario essere registrati al portale Inail.

 http://www.inail.it/internet/default/INAILincasodi/Incentiviperlasicurezza/BandoIsi2014/index.html


Comunicato Stampa: SANITA’, RUFFINO: PUNTO DI PRIMO INTERVENTO DI GIAVENO, SERVIZI SEMPRE A RISCHIO

Continua ad essere preoccupante il futuro del Punto di primo intervento di Giaveno. “La risposta di Saitta alla mia interrogazione non ha fugato i dubbi sulla struttura, anzi al massimo li ha ampliati e moltiplicati” ad affermarlo il vice presidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino.
“Nella sua risposta – continua l’azzurra – Saitta riconosce che c'è una carenza di personale e dichiara che ‘in breve tempo’ porrà rimedio. Sono alquanto perplessa sulla durata temporale del suo ‘in breve tempo’. Giaveno necessita di personale stabile e preparato, non di impegni futuribili senza un termine perentorio”.

“D’altra parte se si manterrà l'attuale orario per la refertazione diagnostica si da un ennesimo segnale negativo, e ci mancherebbe che si pensasse a un ridimensionamento del servizio, situazione che l’assessore pare escludere. Come immaginavo, visto che l’approccio usuale per questa Giunta, si rimane alle dichiarazioni di incertezza per il modello sanitario: con servizi a tempo, con il rischio di perdere altri passaggi in struttura al fine di poter motivare nei prossimi anni la chiusura dei servizi e dei presidi”.

“L'eventuale chiusura del punto di primo intervento di Giaveno – aggiunge Ruffino – porterebbe a scaricare su Rivoli oltre 5.000 passaggi. Questa una criticità che rischia di portare al collasso il sistema. Ma resta poi non risolta la problematica avvio dell'alta intensità di cura per il nucleo di continuità assistenziale. C’è stato un pronunciamento unanime del Consiglio regionale sul presidio di Giaveno che comporta scelte e non promesse da parte dell’assessore Saitta”.

“Un segnale – conclude la vice presidente - che verrebbe percepito come un fattivo interessamento della politica rispetto alla salute dei cittadini. Quella che ho ricevuto oggi è una strategica non risposta ai bisogni dei giavenesi. Mi ritengo insoddisfatta e preoccupata per il nostro modello sanitario”.

Comunicato stampa: SANITA’, RUFFINO: SUL SAN LUIGI IL CENTROSINISTRA GETTA LA MASCHERA. POLITICA DI SAITTA TORINO CENTRICA E INSOFFERENTE AL DIALOGO

La vice presidente del Consiglio Regionale, Daniela Ruffino, commentando la bocciatura del suo ordine del giorno per dare centralità all’Ospedale San Luigi di Orbassano spiega: “Il centrosinistra con il proprio voto contrario all’ordine del giorno di Forza Italia ha gettato definitivamente la maschera. La politica di Saitta e della maggioranza è Torino centrica e insofferente al dialogo”.


Già ieri durante l’incontro con i Comitati di cittadini– sottolinea la vice presidente Ruffino si era notato il malessere dell’assessore nell’aprire un dialogo verso gli operatori e i cittadini interessati a domandare garanzie sulla continuità di erogazione per tutta una serie di servizi che oggi sono in capo all’Ospedale San Luigi. Durante la seduta odierna si è notato che lo stesso approccio colpisce anche gran parte della maggioranza. Quanta distanza di atteggiamento rispetto a quando gli stessi consiglieri sedevano in minoranza. Oggi si è decretato che il San Luigi non sarà centrale nella riforma sanitaria del centrosinistra a tutto vantaggio delle strutture della città. Ancora una volta la Giunta non guarda agli investimenti effettuati in questi ultimi anni, alle eccellenze presenti in un presidio, alla strategicità territoriale di un sito”.



Conclude la vice presidente: “Continuerò a sostenere le istanze del comitato che, sino ad oggi, si è mosso sempre con modalità assolutamente rispettose delle Istituzioni. La mia esperienza di sindaco mi ha insegnato che sola la ricerca del dialogo e di risposte condivise offre soluzioni di buon governo. Se la politica è indifferente al dialogo non assolve al proprio compito, e anzi inizia ad essere autoreferenziale. Ieri l’ascolto delle ragioni del Comitato sono state frettolose. Chiederò una nuova audizione in Commissione dove sia presente anche l’assessore Saitta. Il voto di oggi ha mostrato che c’è qualche piccola crepa all’interno della maggioranza: bisogna fare leva sul loro buon senso”.

100 milioni di euro per nuove opere infrastrutturali nei piccoli comuni

Il decreto di attuazione dell’articolo 3 dello Sblocca Italia dà priorità agli interventi di qualificazione e manutenzione del territorio, di recupero e messa in sicurezza di edifici pubblici con particolare attenzione a quelli scolastici e alle strutture socio-assistenziali, di riqualificazione di aree dismesse, di riduzione del dissesto idrogeologico.

Sono finanziabili progetti dei comuni o di associazioni di comuni sotto i 5000 abitanti per investimenti da 100 a 400mila euro. La divisione delle risorse è su base regionale.Il Programma “Nuovi progetti di interventi” permetterà di realizzare da un minimo di 250 a un massimo di 1000 interventi che si andranno ad aggiungere ai 293 già finanziati (molti dei quali con cantieri già aperti) dal Programma “6000 campanili” che, in tre fasi, ha erogato 250 milioni di euro.
In allegato il testo del decreto, il testo della Convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’ANCI che disciplina modalità e criteri per l’utilizzo delle risorse stanziate, e lo schema di richiesta.
La Convenzione tra il Mit e l'Anci è in corso di registrazione e quindi sarà efficace al più presto. 

Convenzione slocca Cantieri: http://www.mit.gov.it/mit/mop_all.php?p_id=22263

DM 88 - 2015: http://www.mit.gov.it/mit/mop_all.php?p_id=22267

Allegato 1 - scheda di richiesta: http://www.mit.gov.it/mit/mop_all.php?p_id=22264

Allegato 2 - Scheda disciplinare: http://www.mit.gov.it/mit/mop_all.php?p_id=22265

Allegato 3 - Ripartizione regionale dei finanziamenti: http://www.mit.gov.it/mit/mop_all.php?p_id=22266

venerdì 24 aprile 2015

Comunicato stampa - ASSEGNI CURA ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI

ASSEGNI CURA ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI
La vicepresidente del Consiglio Regionale, Daniela Ruffino:
“La Giunta annuncia l’aumento dei fondi, ma in pratica li dimezza”
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“Sul bilancio previsionale 2015 il budget per gli assegni di cura degli anziani non autosufficienti è stato dimezzato da 30 a 15 milioni di euro”: a parlare è la vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, Daniela Ruffino.
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“La Giunta - continua Ruffino - ha annunciato un aumento delle risorse, ma in pratica le dimezza, perché sugli assegni per l’assistenza domiciliare al momento in bilancio risultano con certezza solo 15 milioni di euro. Per gli altri 15, invece, non c’è nessuna garanzia: il fondo sanitario in cui sono stati inseriti, infatti, è quello attualmente destinato al pagamento delle rette delle case di riposo e non è specificato con chiarezza quale sarà la loro destinazione d’uso. La Giunta parla di servizi “infermieristici” o “psicologici”, ma gli assegni di cura servono principalmente a coprire l’assistenza in casa delle badanti. Qui, invece, non è assolutamente specificato se si stia parlando di servizi domiciliari o esclusivamente legati alle case di risposo. Chiedo, quindi, sia fatta chiarezza - conclude la vicepresidente Ruffino - prima che il bilancio venga approvato in via definitiva”.
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Pianificazione economico-finanziaria e definizione delle regole del Sistema Sanitario piemontese in materia di assistenza alle persone anziane non autosufficienti con decorrenza dall'esercizio 2015.



Visto il Programma Operativo 2013-2015 che, all'Azione 14.4.2 "Riorganizzazione, riqualificazione ed implementazione dell'assistenza territoriale per anziani", nel punto in cui vengono specificati gli indicatori di risultato dettaglia quanto segue: Raggiungimento dello standard di 1,7 per 100 anziani non autosufficienti ospiti in RSA entro il 31.12.2015;

considerata la sentenza del Consiglio di Stato in adunanza plenaria n. 3/2012 dove viene ribadito che: "… Alle Regioni è stato pertanto affidato il compito di adottare determinazioni di natura autoritativa e vincolante in tema di limiti alla spesa sanitaria, in coerenza con l'esigenza che l'attività dei vari soggetti operanti nel sistema sanitario sia svolta nell'ambito di una pianificazione finanziaria. Alla stregua di detta disciplina spetta ad un atto autoritativo e vincolante di programmazione regionale, e non già ad una fase concordata e convenzionale, la fissazione del tetto massimo annuale di spesa sostenibile con il fondo sanitario per singola istituzione o per gruppi di istituzioni, nonché la determinazione dei preventivi annuali delle prestazioni";

richiamata la D.G.R. n. 45-4248 del 30 luglio 2012 che, nel definire il nuovo modello integrato di assistenza residenziale e semiresidenziale socio-sanitaria a favore delle persone anziane non autosufficienti, rivede la normativa esistente nell'ottica di migliorare la flessibilità del servizio, semplificare il contesto normativo e predisporre le basi per garantire la sostenibilità economica di uno dei servizi cardine del sistema integrato dei servizi socio-sanitari e stabilisce, tra l'altro:

·       i requisiti gestionali e strutturali per il nuovo modello assistenziale integrato e per i Nuclei Alzheimer Temporanei e centri semiresidenziali;

·       le linee guida per la famiglia, il volontariato, la tutela dei diritti degli utenti e per il regolamento di struttura socio-sanitaria per persone anziane non autosufficienti in regime di accreditamento;


·       la regolamentazione relativa all'Unità di Valutazione Geriatrica (UVG) richiamando quanto stabilito dalla D.G.R. n. 42-8390 del 10 marzo 2008 e s.m.i.;

·       la revoca dei seguenti provvedimenti: D.G.R. n. 41-42433 del 9 gennaio 1995; D.G.R. n. 37-29527 del 1° marzo 2000; D.G.R. n. 46-9275 del 05 maggio 2003; D.G.R. n. 2-3520 del 31 luglio 2006; D.G.R. n. 39-9365 del 1° agosto 2008; D.G.R. n. 38-11189 del 6 aprile 2009; D.G.R. n. 64-13649 del 22 marzo 2010;

·       la revoca tutte le disposizioni inerenti i requisiti strutturali per le Residenze Assistenziali Flessibili (R.A.F.), le Residenze Sanitarie Assistenziali (R.S.A.), i Centri Diurni Integrati inseriti in un presidio sociosanitario (C.D.I.), i Centri Diurni Integrati Autonomi (C.D.I.A.), contenute nei seguenti provvedimenti: D.G.R. n. 38-16335 del 29.06.1992; D.G.R. n. 129-10470 del 09.07.1996; D.G.R.   n. 39-29311 del 07.02.2000;

richiamata la D.G.R. n. 85-6287 del 2 agosto 2013 che approva il piano tariffario delle prestazioni di assistenza residenziale per anziani non autosufficienti come previsto dalla D.G.R.         n. 45-4248 del 30 luglio 2012, piano che riporta l'indicazione delle tariffe complessive per le fasce assistenziali previste dalla citata D.G.R. del 2012, nonché la ripartizione tra quota a carico del SSR (quota sanitaria) e quota a carico dell'utente o integrata dall'Ente gestore delle funzioni socio assistenziali (quota utente/comune);

richiamati inoltre i seguenti provvedimenti regionali:

·       D.G.R. n. 14-5999 del 25 giugno 2013 "Interventi per la revisione del percorso di presa in carico della persona anziana non autosufficiente in ottemperanza all'ordinanza del TAR Piemonte n. 141/2013", che, sulla base di quanto disposto dal TAR, rivede la regolamentazione relativa all'Unità di Valutazione Geriatrica (UVG) disposta dalla D.G.R. n. 45-4248 del 30 luglio 2012 predisponendo un nuovo modello di valutazione dell'utente e approva la consistenza del budget regionale per l'anno 2013 in € 265.000.000, che trovano copertura nel fondo indistinto delle ASL per l’anno 2013;

·       D.G.R. n. 16-6690 del 19 novembre 2013 “Ripartizione alle ASL del budget previsto dalle DD.G.R.   n. 14-5999 del 25/06/2013 e n. 85-6287 del 2/08/2013 per le prestazioni residenziali per anziani non autosufficienti e definizione degli obiettivi tendenziali di servizio per gli anni 2013 -2014" che approva, tra l'altro, la ripartizione del budget di 265 milioni di euro per ASL per il 2013 e per il 2014;

considerata la sentenza del Consiglio di Stato n. 00604/2015, rispetto alla quale si sottolineano i seguenti principi:

·       non si può sostenere che tutte le persone non autosufficienti abbiano diritto ad accedere ai servizi residenziali, perché l'inserimento in strutture residenziali di soggetti non autosufficienti in grado di essere efficacemente assistiti in strutture semiresidenziali o a domicilio risulterebbe una misura del tutto inappropriata, oltre che eccessivamente costosa e di fatto inapplicabile per l'enorme dilatazione del numero di posti letto che comporterebbe;

·       l'UVG svolge un ruolo chiave di orientamento della persona a esito della valutazione multidimensionale. Infatti, il sistema previsto dalla delibera regionale del 25 giugno 2013, se da un lato prevede una valutazione e un'attribuzione di punteggio per verificare che la persona anziana sia effettivamente non autosufficiente e per regolare l'accesso alle strutture residenziali sulla base degli effettivi bisogni sanitari e sociali dei richiedenti, dall'altro assicura la presa in carico di tutti gli anziani non autosufficienti attraverso progetti alternativi semiresidenziali e domiciliari;

·       le liste di attesa, così come strutturate, consentono una efficace gestione degli accessi rispetto alle quali non si riscontrano elementi di irragionevolezza e di violazione dei LEA, né rispetto ai casi urgenti né rispetto ai casi differibili;

dato Atto che le Aziende rientranti nel perimetro di consolidamento del S.S.R., devono assicurare il rispetto dei restanti obiettivi di razionalizzazione della spesa richiamati dal PO 2013-2015 e da successivi atti regionali vigenti, al fine di conseguire un risultato di sostanziale pareggio dei bilanci d'esercizio anche con riferimento ai principi contenuti nella Legge Costituzionale 20 aprile 2012, n. 1 recante "Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale" e la legge n. 243/2012 di attuazione del principio del pareggio di bilancio, con particolare riferimento all'art. 9;

Considerata la necessità di adottare interventi che consentano di adeguare la dotazione regionale di posti di residenzialità per persone non autosufficienti all'indice di 1,7 posti ogni 100 anziani over 65 anni, in attuazione al sopra richiamato Programma Operativo;

ritenuto necessario adeguare il sistema della residenzialità per la non autosufficienza ai nuovi bisogni delle persone, introducendo il concetto della libertà di scelta da parte della persona e della sua famiglia del setting di assistenza, potendo in particolare valutare l'opzione di rimanere al proprio domicilio, con garanzia di pari livello di assistenza attraverso l'erogazione di pacchetti di prestazioni;

ritenuto pertanto di disporre di risorse aggiuntive per adeguare la dotazione regionale, al 31-12-2014 posizionata a 1,6 posti ogni 100 anziani over 65 anni, assumendo comunque come limite invalicabile di spesa a carico del SSR l'importo complessivo di 280 milioni di euro, coerente agli obiettivi di spesa indicati per l'esercizio 2015 dalla Regione in sede di definizione del PO 2013-2015;

ritenuto che il riparto delle risorse alle ASL sarà effettuato con successivo provvedimento della competente Direzione Regionale Sanità, in applicazione dei criteri già definiti per ogni misura dalla D.G.R. n. 16-6690 del 19 novembre 2013, tenuto conto delle rendicontazioni finali relativi all'anno 2014;

ribadita l'opportunità di mantenere il ruolo della UVG, già introdotta con la sopra richiamata D.G.R. n. 45-4248 del 30 luglio 2012, ritenendo la valutazione multidimensionale del bisogno elemento strategico per garantire un accesso appropriato ai servizi e il Progetto Individuale un elemento di garanzia di una presa in carico rispondente agli effettivi bisogni della persona, anche al domicilio;

valutata la necessità di mantenere, per assicurare il rispetto di "sostanziale pareggio dei bilanci d'esercizio degli Enti del SSR", le liste di attesa, governate dalle ASL sulla base della priorità rilevata in sede di valutazione multidimensionale del bisogno dalla UVG, quale elemento di garanzia rispetto al "limite invalicabile della spesa",

preso atto che il fenomeno delle liste d'attesa è presente in tutti gli Stati dove insiste un sistema sanitario universalistico e che offra un livello di assistenza avanzato e che non esistono soluzioni semplici e univoche, ma vanno poste in essere azioni complesse e articolate, considerando in particolare la promozione del principio di appropriatezza nelle sue due dimensioni clinica e organizzativa, e che la soluzione del problema non può essere meramente quantitativa sul versante dell'organizzazione dell'offerta e dei volumi della produzione, ma deve coniugare il bisogno espresso con adeguate strategie di governo della domanda, che tenga conto di rigorosi criteri sia di appropriatezza che di priorità delle prestazioni;

precisato che l'obiettivo deve essere quello di promuovere la capacità del S.S.N. di intercettare il reale bisogno di salute, di efficientare l'appropriatezza e di rendere compatibile la domanda con la garanzia dei Lea;

ribadito quale principio fondamentale del sistema di presa in carico, per quanto riguarda i progetti di residenzialità e domiciliarità, quello di tenere conto delle situazioni in cui si ravvisano caratteri di urgenza per aspetti sanitari e/o sociali che determinano una priorità di accesso;

ritenuto di dare alle sopra richiamate UVG anche il ruolo di supporto alla famiglia nella scelta tra ricovero in residenzialità e permanenza a domicilio e, in quest'ultimo caso, nell'orientamento nella rete dei servizi;

ritenuto di attribuire alle ASL la responsabilità dei controlli rispetto all'effettiva erogazione delle prestazioni previste per dare attuazione al Progetto Individuale;

ritenuto di demandare a successivi provvedimenti la definizione delle regole e dei criteri attuativi che saranno proposti dalle competenti Direzioni Regionali Sanità e Coesione Sociale e, in particolare:

·       adeguamento del sistema di valutazione multidimensionale del bisogno;
·       contenuti del Progetto Individuale;
·       prestazioni erogabili al domicilio;
·       soggetti accreditati per l'erogazione delle prestazioni;
·       modalità di remunerazione e rendicontazione delle prestazioni;
·       modalità di effettuazione dei controlli;

precisato che per l'attuazione dei provvedimenti di cui al punto precedente è necessario acquisire sulla presente deliberazione il parere favorevole da parte dei Ministeri competenti;

visti i seguenti provvedimenti legislativi e amministrativi:

-          l.r. n. 5 del 2015 avente ad oggetto: "Proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione Piemonte per l'anno finanziario 2015;

-          visto il D.P.C.M. 14 febbraio 2001;

-          visto il D.P.C.M. 29 novembre 2001, Allegato 1, punto 1 C;

tutto ciò premesso e considerato;

udita la proposta del relatore,

la Giunta Regionale, unanime,

d e l i b e r a

per le motivazioni di cui alle premesse, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione:

1. di approvare l’allegato A) parte integrante del presente provvedimento, che delinea il quadro di rinnovamento del sistema della residenzialità per le persone anziane non autosufficienti;

2. di dare atto che l'avvio delle azioni di cui all'allegato A) è previsto a partire dal 30 giugno 2015;

3. di stabilire, con decorrenza 2015, quale limite invalicabile di spesa a carico del SSR l'importo complessivo annuo di 280 milioni di euro, in incremento di 15 milioni di euro rispetto alla pianificazione economico-finanziaria definita per l'esercizio 2014; che troveranno copertura nel fondo indistinto delle ASR per l’anno 2015;

4. di stabilire che il riparto delle risorse alle ASL sarà effettuato con successivo provvedimento dalla competente Direzione Regionale Sanità, in applicazione dei criteri già definiti per ogni misura dalla D.G.R. n. 16-6690 del 19 novembre 2013, tenuto conto delle rendicontazioni finali relative all'esercizio 2014;



5. di demandare a successive deliberazioni la definizione delle regole e dei criteri attuativi che saranno proposti dalle competenti Direzioni Regionali Sanità e Coesione Sociale e, in particolare:

·       adeguamento del sistema di valutazione multidimensionale del bisogno;
·       contenuti del Progetto Individuale;
·       prestazioni erogabili al domicilio;
·       soggetti accreditati per l'erogazione delle prestazioni;
·       modalità di remunerazione e rendicontazione delle prestazioni;
·       modalità di effettuazione dei controlli;

6. di dare mandato alle competenti Direzioni Regionali Sanità e Coesione Sociale per la puntuale applicazione di quando disposto con il presente provvedimento, ed i relativi allegati, per quanto qui non precisato.

Avverso la presente deliberazione è ammesso ricorso giurisdizionale avanti al TAR entro 60 giorni dalla data di comunicazione o piena conoscenza dell'atto, ovvero ricorso straordinario al Capo della Stato entro 120 giorni dalla suddetta data, ovvero l'azione innanzi al Giudice Ordinario, per tutelare un diritto soggettivo, entro il termine di prescrizione previsto dal Codice civile.

La presente deliberazione sarà pubblicata sul B.U. della Regione Piemonte ai sensi dell'art. 61 dello Statuto e dall'art. 5 della L.R. n. 22/2010.

Premio dell’Ue per le donne innovatrici - H2020-WIPRIZE-2015

La Commissione europea intende sostenere e promuovere le ricercatrici che hanno determinato innovazione nel mercato. Per questo è stato bandito il “Premio per le donne innovatrici” (EU Prize for Women Innovators) e vuole riconoscere e celebrare le donne che hanno beneficiato di finanziamenti comunitari legati alla ricerca e all’innovazione e che hanno unito la loro eccellenza scientifica con l’attitudine al business creando imprese innovative e portando innovazioni sul mercato.







Le vincitrici saranno 3:
Primo premio: 100.000 euro
Secondo premio: 50.000 euro
Terzo premio: 30.000 euro
C’è tempo fino al 20 ottobre 2015 per partecipare

Link di riferimento:
http://ec.europa.eu/research/innovation-union/index_en.cfm?section=women-innovators

Ecce homo: viaggio intorno alla Sindone

Mostra di arte contemporanea alla Sacra di San Michele

La vicepresidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino interverrà all'inaugurazione.

 Si inaugura domenica 26 aprile 2015, alle ore 20, presso l’Abbazia della Sacra di San Michele la mostra «Ecce Homo – Viaggio intorno alla Sindone», aperta sino a giugno. La rassegna propone dieci capolavori del maestro torinese Ottavio Mazzonis che hanno  il compito di avvicinarci alla contemplazione della Passione, morte e Resurrezione di Cristo attraverso l’arte di un grande pittore scomparso recentemente.


Le curatrici della mostra, Concetta Leto e Silvia Pirracchio, si sono avvalse del patrocinio del Comitato dell’Ostensione della Sindone per sottolineare il legame tra l’Ostensione a Torino e la riflessione che può scaturire dalla visione delle dieci tele collocate sulla parete occidentale del Coro Vecchio della Chiesa in dialogo con il meraviglioso trittico del Defendente Ferrari.

«Ecce Homo» è stata realizzata grazie al prezioso contributo della Fondazione Magnetto, Lions Club di Giaveno e dei Volontari della Sacra di San Michele.

Per informazioni: letoc@libero.it

venerdì 17 aprile 2015

Erasmus per giovani imprenditori

Il programma COSME ha creato un bando Erasmus dedicato a quei giovani imprenditori o potenziali tali che vogliano trascorrere un periodo all’estero  per fare rete con altri imprenditori, imparare da esperienze all’estero e esportare le proprie conoscenze.
Lo scopo specifico del bando è quello di quello di ampliare e rafforzare la rete esistente delle organizzazioni intermediarie che fungono da punti di contatto locali per i nuovi imprenditori, nonché per imprenditori esperti dei paesi partecipanti.
Lo scambio di esperienze avviene nell’ambito di un periodo di lavoro presso la sede dell’imprenditore esperto, il quale aiuta il nuovo imprenditore ad acquisire le competenze necessarie a gestire una piccola impresa.
Possono partecipare nuovi imprenditori: giovani seriamente intenzionati a costituire una propria impresa o che abbiano avviato una propria attività negli ultimi tre anni e imprenditori già affermati: titolari o responsabili della gestione di una piccola o media impresa (PMI) in un altro paese partecipante.

La deadline per partecipare è 3 giugno 2015 e il budget totale è di €6,000,000.


Per ulteriori informazioni:

Comunicato Stampa - Daniela Ruffino


CASO UBER
La vice presidente del Consiglio regionale Ruffino:
“Faccio appello al senso di responsabilità di politica e società civile:
 a rischio i diritti di chi lavora legalmente 
e anche l’immagine turistica di Torino”



“Chiedo alla politica di farsi maggiormente carico di questa situazione e di intervenire per trovare una soluzione e alla società civile di avere senso di responsabilità, perché a rischio ci sono, da una parte, i diritti di chi lavora legalmente e, dall’altra, l’immagine turistica di Torino e del Piemonte”: a parlare è la vice presidente del Consiglio Regionale, Daniela Ruffino, che questa mattina, sul caso Uber, ha incontrato il portavoce dei tassisti di Torino, Federico Rolando.

“Va rispettato - continua la vice presidente Ruffino - chi da sempre, per fare il proprio lavoro, segue le regole previste dal nostro Paese. E’ necessario allentare questa tensione sociale e arrivare prima possibile a una soluzione, per tutelare i diritti di chi lavora con una regolare licenza, ma anche per salvaguardare l’immagine turistica della città che, a pochi giorni dall’inizio dell’Ostensione della Sacra Sindone, rischia di fare una pessima figura a livello internazionale”.

"Adattarsi in città"

Abituarsi a vivere in armonia con l’ambiente urbano. È la proposta della mostra “Adattarsi in città”, organizzata dal Consiglio regionale in collaborazione con il Museo di Scienze naturali.

L’esposizione di cinquantadue fotografie - realizzate per il concorso indetto dal Museo e articolate in due sezioni “L’uomo” e “La fauna e la flora” - è stata inaugurata il 13 aprile all’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) alla presenza della vicepresidente dell'Assemblea regionale Daniela Ruffino, della direttrice della Giunta regionale alla Promozione della cultura Paola Casagrande e del direttore della Comunicazione istituzionale del Consiglio regionale Domenico Tomatis .

La prima raccolta di immagini ripercorre la storia a partire dal XIX secolo, passando attraverso la colonizzazione e descrivendo la transizione da vita rurale a urbana, con particolare attenzione ai fattori legati alla città: traffico, rumore e ritmi frenetici. Nella seconda sezione i protagonisti sono, invece, la fauna e la flora che, con l’incedere del progresso industriale e urbano, hanno “colonizzato” le città, mutando le proprie forme e adattandosi all’ambiente circostante.

La mostra è visitabile presso l’Urp (via Arsenale 14/g) fino a martedì 12 maggio con i seguenti orari: da lunedì a venerdì, ore 9-13 e 14-16.

Link Galleria Fotografica: https://plus.google.com/photos/105259774335655215331/albums/6137140645200126753?banner=pwa

Intervista sulla Tav - 2006Più Magazine Daniela Ruffino

1) A livello statale la Francia sembra decisa a concludere il progetto della TAV come da dichiarazione dello stesso Presidente Holland effettuata lo scorso febbraio: un Suo commento in merito.
Direi che è un’ulteriore conferma della volontà della Francia di realizzare l'opera e proseguire tutto l’iter, sia burocratico che per agli appalti.

2) Commento sulla sentenza di assoluzione dalle accuse di terrorismo  emessa dalla Corte d'Assise lo scorso febbraio.
Le sentenze della magistratura vanno rispettate, anche se è innegabile che in Valsusa vi sia una situazione di ordine pubblico anomala con infiltrazioni di persone estranee agli interessi di questo territorio.

3) Commento sulle azioni di violenza che vanno a scapito della legittimità delle ragioni del movimento.
Qualsiasi atto di violenza è da respingere. Al di là, però, dell’essere favorevoli o meno alla Tav, io credo che, fino a quando il movimento è rimasto ancorato al territorio valsusino, poteva avere una sua logica, sempre naturalmente nel rispetto dei comportamenti e delle diverse opinioni. Ma quando ha iniziato a trasferire l’attenzione e le sue azioni anche al Ponte di Messina, al Dal Molin di Vicenza, al Gay Pride di Roma e a tante altre situazioni, è uscito dalla propria logica territoriale e si è agganciato, in modo forte, a movimenti di protesta che esulano dalla realtà della Valle.

4) All'atto pratico, quali sono le misure che si possono adottare per rilanciare la valle?
La misura fondamentale è quella di rilanciare il turismo della bassa Val Susa, mettendo in rete e valorizzando ciò che c’è già: dalla Reggia di Venaria al Castello di Rivoli, lungo un itinerario che tocca monumenti simbolo, come la Sacra di San Michele, l’Abbazia di Novalesa e San Giovanni di Avigliana, proseguendo sulle tracce della storia romana di Susa e di quella fortificata del Castello di Exilles, fino ad unirsi alle offerte turistiche dell'Alta Valle. Questi “beni faro” devono essere mappati e collegati ai vari percorsi enogastronomici e alle tante iniziative che i singoli Comuni mettono in campo da anni e che creano un pacchetto turistico già attivo da tempo, ma con grandi opportunità di crescita. Penso, poi, ad itinerari "lenti" per il tempo libero e al recupero, con il sistema degli alberghi diffusi, delle borgate montane, nuclei che hanno determinato la storia e la vita delle nostre valli. Necessario, inoltre, riflettere sull’importanza di una riqualificazione ambientale, culturale e ricreativa del Parco Fluviale della Dora e ad incentivi per l'insediamento di nuove imprese nel comparto energia. Il microidroelettrico legato al controllo della Dora e le biomasse ottenute con la filiera del legno sono un altro patrimonio che vede percorsi, progetti ed esperienze avviate. Infine, con la Città Metropolitana occorre lavorare per creare sinergie e servizi adeguati, con reti di connessione tra le aree periferiche e i centri urbani, insieme ad aree servizi e parcheggi.


5) Un'ipotesi: non si fa più la TAV.  Che fine faranno il Movimento No TAV e le forze che lo compongono?
Non fare più la Tav sarebbe un fallimento economico. Chi pagherebbe ciò che è stato fatto fino ad oggi e le penalità per la mancata realizzazione dell'opera? Quanto ai movimenti, che per molti rappresentano un lavoro, a mio giudizio rimarrebbero troppo orfani per non continuare una protesta di qualche altro tipo.