venerdì 26 febbraio 2016

L. R. 25 GIUGNO 2008, N. 18 - Sostegno per la partecipazione al Salone Internazionale del libro di Torino anno 2016





DESCRIZIONE:

Obiettivo del bando è quello di favorire la partecipazione degli editori piemontesi al Salone Internazionale del libro di Torino attraverso l’assegnazione di un contributo di Euro 1.000,00 per editore a parziale copertura delle spese.

SOGGETTI BENEFICIARI:

Possono beneficiare del contributo, ai sensi dell’art. 2 della L.r 18/2008: 1) le imprese editrici iscritte regolarmente da almeno due anni decorrenti dalla data di pubblicazione del presente bando presso la competente Camera di Commercio; 2) le imprese che abbiano prodotto o distribuito, anche al di fuori del territorio regionale, almeno 5 titoli e non più di 500 a catalogo corrente (opere in commercio); 3) le imprese editrici con sede legale ed attività produttiva in un comune del Piemonte; 4)gli editori indipendenti, non appartenente ad un grande gruppo editoriale

DATA SCADENZA: 

12/04/2016

NOTE SCADENZA:

le domande potranno venire presentate a partire dal 26/02/2016

LINK DI RIFERIMENTO:

http://www.regione.piemonte.it/bandipiemonte/appl/dettaglio_bando_front.php?id_bando=496

RUFFINO (FI): REGIONE RIVEDA METODO PRENOTAZIONE PER VISITE DI IDONEITA' PER IL RILASCIO DELLE PATENTI SPECIALI



"E' necessaria una rapida revisione da parte della Regione Piemonte del metodo di prenotazione delle visite di idoneità alla guida al fine dell'ottenimento delle patenti speciali per persone diversamenti abili. Sono veramente troppe le segnalazioni di disagi nel servizio. Si tratta di una questione di difesa e tutela dei diritti dei cittadini che non devono impazzire per ottenere quanto gli è dovuto". A chiederlo con forza la vicepresidente del Consiglio regionale  Daniela Ruffino durante la discussione di una sua interrogazione in merito. 

Spiega l'esponente azzurra: "Mi sono giunte numerose lamentele da parte degli utenti che, già soffrendo gravi difficoltà motorie, devono sopportare anche le inefficienze di un sistema sanitario appesantito da una burocrazia elefantiaca. E' noto da tempo che le Commissioni Mediche Locali, le quali devono svolgere le funzioni medico-legali, risultano spesso oberate da pesanti carichi di lavoro. Risulta quindi inspiegabile che di fronte alla mia puntuale sollecitazione l'assessore alla Sanità e gli uffici si siano limitati a snocciolare i termini di legge, invece di rispondere ad un problema reale proponendo una soluzione politica e amministrativa immediata".
Conclude  Ruffino: "Da settimane stiamo dibattendo di leggi che dovrebbero garantire, sulla carta, dei diritti contro le discriminazioni e a favore delle pari opportunità. Poi però nella pratica, laddove avremmo competenze dirette, non ci preoccupiano di rendere effettivi quei diritti alle persone svantaggiate che spetterebbe a noi garantire a livello normativo e amministrativo. E' questa indefferenza che allontana i cittadini dalle Istituzioni. E pensare che basterebbe proporre in Conferenza Stato-Regioni l'abilitazione degli operatori degli studi di consulenza automobilistica e delle scuole guida per la prenotazione delle visite di idoneità: evitando così le attuali lunghe liste d'attesa per accedere agli sportelli".   
 
Interrogazione presentata:



 Risposta assessore Saitta:




"Sanità tradita?”: si apre un dibattito costruttivo





Il Comitato per l’Ospedale di Chieri ha riassunto in un ampio comunicato il significato della serata di lunedì scorso in Sala Conceria.
«Se bisogna costruire un nuovo ospedale, apriamo un tavolo di concertazione». Quella che sembrava potesse diventare una serata a ferro e fuoco tra “Guelfi e Ghibellini” ovvero i pro ospedale unico e il Comitato cittadino per l’Ospedale a Chieri si è chiusa invece con una richiesta all’unisono di dialogo. Dopo mesi di tempesta, botta e risposta sui social network, lunedì sera in Sala della Conceria, gremita di amministratori, tecnici e cittadini durante l’incontro Sanità, falsi miti e vere eccellenze nella sanità piemontese sembra si sia arrivati a una conclusione. Prima di parlare di ospedale unico è necessario un dibattito costruttivo per capire davvero le necessità del territorio, ottimizzando le risorse, senza tagliare sui servizi.

«Io credo che la salute non debba avere colore politico – ha aperto la serata Rachele Sacco, presidente del Comitato cittadino per l’ospedale a Chieri- L’accesso alle cure, il sovraffollamento dei pronti soccorso, la mancanza di posti letto e gli ospedali troppo vecchi, sono solo alcune delle criticità in cui imperversa la nostra sanità, ma questo non giustifica la decisione della Regione di alienare i nostri ospedali per costruirne un altro, chissà come e chissà quando. Lasciando i cittadini nel completo spaesamento. Soprattutto se perdiamo l’ospedale diventiamo alla stregua di una frazione e tutto il tessuto economico sia immobiliare che sociale, subirebbero un danno gravissimo. La creazione di un ospedale unico potrà portare in futuro a ottimizzare i costi, ma nel presente significa tagliare sui servizi, sul personale, aggiungendo costi di realizzazione oltre quelli già spesi negli anni passati per ristrutturare ciò che c’era. In particolare su Chieri si va dismettere una struttura che ha una parte vetusta, ma una appena ristrutturata e costata quasi 13milioni di euro».

Per capire cosa accade nel nostro territorio è però necessario guardare altrove e analizzare diversi aspetti: «Il Piemonte è la Regione con gli ospedali più vecchi di Italia – ha fatto notare il dottor Giulio Fornero direttore qualità e rischio clinico dell’Ospedale Molinette di Torino – Il 70% è antecedente gli anni 40. Nel resto del mondo gli ospedali vengono rimessi a nuovo ogni 35 anni».

Ma il problema vero è un altro, cioè il taglio dei posti letto e dei servizi per sanare i bilanci nella sanità pubblica incrementando la privata:«Nel 2015 sono stati eliminati il 37% dei posti negli ospedali, incrementando in questo modo gli accessi nelle strutture private del 19%- è intervenuto il dottor Domenico Martelli, dirigente medico del pronto soccorso dell’Ospedale Maria Vittoria di Torino – Le strutture vengono cancellate senza che nulla sia dato in cambio. Dicono che l’efficienza di un ospedale non si misura nei posti letto. Ma come si fa senza letti a curare le persone? Aspettano in pronto soccorso, ci supplicano di trovargli un posto, quando non ci insultano e tutto ricade su noi operatori, che applichiamo le scelte politiche, ma non ne siamo artefici».

Si palesa una situazione sempre più drammatica, fatta di esperienze personali che portano alla luce una problematica allargata che non può essere risolta con la semplice costruzione di un nuovo ospedale: «Al Maria Vittoria mancano addirittura i termometri – testimonia il dottor Riccardo Ruà presidente dell’associazione nazionale “Graziani Adelina” contro la malasanità – Non parliamo poi delle liste di attesa: due anni per un intervento alle tonsille. Ci sono poi i tagli all’indotto. Le case di cura che hanno sempre meno fondi e risparmiano sul personale. Anziani che tutta la notte rimangono senza assistenza. Quello che vedo è la necessità di portare alla luce delle paure, senza essere vittime, ma soggetti attivi».

La prima necessità è quella del dialogo tra cittadini e istituzioni: «Molti Comuni si sono fatti avanti per diventare la sede del nuovo ospedale – premette la vicepresidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino -E’ un segnale importante che fa capire quanto un ospedale sia fondamentale per un territorio. Chiedo pertanto che venga aperto un tavolo tecnico permanente per lavorare insieme alla salvaguardia della salute dei cittadini. Bisogna far chiarezza. Ho letto che forse a Chieri resterà il pronto soccorso e gli ambulatori, ma non sono notizie ufficiali, ma dichiarazioni arrivate tramite i giornali. Qual è la realtà? Ci sono state forti proteste per la chiusura del Punto nascita di Carmagnola, ora perchè nessuno si scaraventa contro la chiusura dell’intero ospedale?»

Un richiamo alla responsabilità politica locale e alla necessità di valutare anche altre opzioni prima della chiusura: «Il problema dell’ospedale unico non mi riguarda perchè resterò qui solo due anni, quindi posso definirmi super partes e dare un’opinione da esterno – chiarisce subito il dottor Massimo Uberti direttore generale dell’AslTo5 – Le difficoltà e i limiti di questi tre ospedali sono tanti. In primis la vetustà delle strutture e la mancanza di specialità cliniche per renderli dei Dea di primo livello. Per mettere a norma i tre nosocomi ci vorrebbero 30milioni di euro».

Ma per costruirne uno nuovo la spesa si aggirerebbe intorno ai 300milioni: «L’odore delle banconote è uguale per tutti – non ha mezzi termini Ugo Cavallera già assessore regionale alla Sanità e ai servizi sociali nella passata Giunta Cota – Ogni anno lo Stato mette sempre meno fondi a disposizione delle Regioni. Dal 2010 al 2015 il Piemonte ha chiuso i bilanci in pareggio, anzi con qualche milione di euro in meno, cercando di colmare i buchi delle amministrazioni passate. Ma manca una comunicazione chiara e netta del servizio sanitario»

Lascia a desiderare anche quella verso la popolazione come ammette, suo malgrado, il sindaco di Chieri Claudio Martano:«L’ospedale unico è stato votato all’unanimità, ma forse ho dato per scontato qualcosa e il percorso di partecipazione cittadina non ha preso la giusta direzione – ammette il primo cittadino – Bisogna andare oltre la visione politica e rispondere alle urgenze»

Sui territori però la situazione è già complicata, lo testimonia il vicesindaco di Brandizzo, Paolo Bodoni, anche medico di base: «I medici di famiglia non ce la fanno più. Siamo nella situazione dove la continuità di cura ce l’accolliamo noi, con i nostri soldi. E il taglio dei posti letto ricade nell’assistenza territoriale, senza che però ci sia una reale pianificazione»
L’obiettivo diventa quindi capire quale sia la giusta direzione da prendere, facendo le corrette domande e risposte:«La soluzione è creare una commissione, un tavolo tecnico che possa elaborare delle proposte – è certa Sacco- Noi come Comitato abbiamo fatto degli studi di fattibilità per mantenere a Chieri l’ospedale. Se bastano 30milioni per mettere a posto i tre nosocomi esistenti e ce ne vogliono 300milioni per crearne uno nuovo la risposta mi sembra chiara»

E a rincarare la dose interviene Gianfranco Visca, sindaco di Trofarello: «Ho il groppo in gola a ripensare che ho patito un definanziamento da 1milione di euro per la Casa della Salute che davvero avrebbe portato alla continuità delle cure. Con anziani che mi fermano in paese e mi chiedono ancora il perchè di quella scelta, mentre ora dalla Regione stanno proponendo Cambiano come location. Ma affinchè quell’area possa essere usata dovranno essere spesi altri 30milioni di euro per mettere a posto il passaggio ferroviario. Non voglio dire altro»

Seconda call del programma central europe





Il programma CENTRAL EUROPE 2014-2020 supporta la cooperazione tra le regioni di nove Stati dell’Europa centrale, ovvero Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Croazia, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Regioni orientali della Germania, e Regioni settentrionali dell’Italia. Le Regioni italiane coinvolte sono Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Provincia Autonoma Bolzano, Provincia Autonoma di Trento, Valle d’Aosta, Veneto.

 
Le priorità di Interreg Central Europe 2014-2020 sono:
  1. Promuovere l’istruzione, la ricerca e l’innovazione per rendere l’Europa centrale più competitiva;

  2. Ridurre le emissioni di carbonio nell’area attraverso l’utilizzo delle energie rinnovabilie l’efficienza energetica;

  3. Tutelare le risorse naturali e culturali dell’Europa centrale sottoposte a pressioni ambientali ed economiche;

  4. Collegare meglio l’Europa centrale, investendo nelle reti di trasporto europee per merci e passeggeri.

Ad aprile 2016 si aprirà la seconda call del programma, su tutte le priorità del programma

Per ulteriori informazioni:

venerdì 19 febbraio 2016

Horizon 2020 : bando per lo sviluppo di progetti nella “Internet delle cose”







C’è tempo fino al 12 aprile 2016 per partecipare al bando di Horizon 2020, pubblicato nell’ambito del pilastro “Leadership Industriale”, che intende supportare progetti inerenti IoT (internet of things) ovvero l’Internet delle cose.

 
L’invito copre i seguenti temi:

·         oT-01-2016:Large Scale Pilots 

Link di riferimento. http://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/opportunities/h2020/topics/2223-iot-01-2016.html

·         IoT-02-2016:IoT Horizontal activities


Link di riferimento: http://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/opportunities/h2020/topics/2222-iot-02-2016.html

Il budget destinato a questi temi è di 104.000.000 euro.


Per ulteriori informazioni:

http://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/opportunities/h2020/topics/2223-iot-01-2016.html

Bando: Talenti Neodiplomati

Talenti Neodiplomati sostiene progetti presentati da Istituti di Istruzione Secondaria di Secondo Grado che prevedano l’attivazione di tirocini all’estero per i propri neodiplomati. Il bando è riservato agli Istituti del Piemonte e della Valle d'Aosta, pubblici o privati (purché paritari e non costituiti in forma societaria).
Grazie alle prime undici edizioni del bando sono stati inviati all'estero più di 2.500 neodiplomati per tirocini formativi presso enti e aziende.




 

IL BANDO 2015/2016  TALENTI NEODIPLOMATI

Il bando Talenti Neodiplomati per l'Anno Scolastico 2015/2016 (dodicesima edizione) è aperto. La scadenza per l'invio delle proposte progettuali è fissata al 29 febbraio 2016.
Gli Istituti scolastici che partecipano al bando avranno la possibilità di inviare all’estero – successivamente al conseguimento del diploma e per un periodo non inferiore 12 settimane – fino a otto neodiplomati. Il numero massimo di studenti destinatari del progetto ed il contributo massimo richiedibile da ogni singolo istituto dipendono dal numero di allievi delle classi quinte dell’istituto stesso e sono disciplinati all’interno del bando.
Per ciascuno dei tirocinanti inviati all’estero la Fondazione CRT riconoscerà un sostegno a copertura non solo delle spese vive relative al soggiorno dei neodiplomati, ma anche delle spese organizzative sostenute dalla scuola.
Gli Istituti scolastici che intendono presentare la propria candidatura dovranno:
  • consultare il testo del bando e le domande frequenti;
  • compilare l'apposito modulo on-line (per dubbi sulla modulistica on line consultare l’apposita sezione aggiornata delle domande frequenti)
  • perfezionare la richiesta di partecipazione al bando – che da questa edizione prevede solo l’utilizzo della procedura on-line – entro le ore 23:59 del 29 febbraio 2016.
La Fondazione CRT selezionerà e sosterrà i migliori progetti pervenuti. I risultati del bando verranno pubblicati su questo sito entro il 6 aprile 2016. 
Il bando Talenti Neodiplomati per l'anno scolastico 2016/2017 sarà pubblicato a dicembre 2016.

IL PROGETTO TALENTI

Il progetto Talenti è un insieme di iniziative che creano percorsi di formazione di eccellenza riservati ai giovani, promuovendo un sistema di borse di perfezionamento che permettano di integrare il percorso di studi con esperienze altamente formative, anche a carattere internazionale. L’obiettivo è quello di ampliare e sviluppare l’adattabilità dei giovani - anche nella prospettiva di nuove possibilità di occupazione - nonché di far rifluire a livello locale le esperienze e le competenze maturate all'estero dai beneficiari del Progetto. Il progetto Talenti è rivolto ai giovani del Piemonte e della Valle d’Aosta, a partire dall’istruzione secondaria includendo quella universitaria.

 Link di riferimento: http://www.fondazionecrt.it/attivit%C3%A0/ricerca-e-istruzione/2016-talenti-neodiplomati.html

Lavoro: Garanzia Giovani, al via la fase due in Piemonte


Tirocini con contratti non inferiori a sei mesi






Parte Il 1 marzo la fase due di Garanzia Giovani, il programma nazionale che si propone di favorire l'occupazione dei giovani che non studiano e non lavorano, nella fascia d'età 15-29 anni.

Il ministero ha riscontrato un uso non sempre corretto dei tirocini. Proprio per evitare che le aziende occupino i giovani per un lasso di tempo eccessivamente breve, il Piemonte, d'intesa con le parti sociali, ha deciso di concentrare il pagamento delle indennità negli ultimi tre mesi e di escludere i contratti part-time e di durata inferiore a sei mesi. Inoltre il budget delle indennità di tirocinio passa da 20 a 30 milioni di euro. Altra novità della fase due riguarda la presa in carico, che avviene nel momento stesso in cui il giovane si iscrive al portale, venendo assegnato a un unico referente. Per tre mesi può essere selezionato per svolgere attività formative, tirocini, o per un'offerta di lavoro. Trascorso questo periodo, viene ricontattato per svolgere attività di orientamento. Si sottolinea che Garanzia Giovani in Piemonte non si è mai interrotta. Gli stessi tirocini sono proseguiti anche dopo che, nell'ottobre scorso, è stato sospeso il contributo pubblico. Tanto che nell'ultimo periodo sono stati attivati circa mille nuovi contratti, il cui costo è stato sostenuto interamente dalle imprese. Dal suo avvio sperimentale nel maggio del 2014 ad oggi, circa 64 mila ragazzi si sono iscritti al portale piemontese. Di questi circa 28 mila hanno ricevuto servizi coerenti con il programma europeo (formazione, servizio civile, lavoro e tirocinio). Dodicimila, in particolare, sono stati avviati a un tirocinio retribuito e circa 1500 sono stati inseriti con un contratto di lavoro.
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MONTAGNA, RUFFINO (FI): REGIONE INTERVENGA PER GESTIRE L'EMERGENZA LUPI


 
Comunicato Stampa

MONTAGNA, RUFFINO (FI): REGIONE INTERVENGA PER GESTIRE L'EMERGENZA LUPI 



"La Regione intervenga per frenare l'emergenza lupi che sempre più frequentemente colpisce il mondo rurale e montano delle nostre vallate". A domandarlo in una interrogazione discussa oggi dal Vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, Daniela Ruffino.



Continua l'esponente regionale di Forza Italia: "Si moltiplicano i casi di pastori e margari che, in numero crescente, minacciano di lasciare gli alpeggi e di abbandonare la pratica della monticazione. E' facile comprendere gli effetti devastanti che deriverebbero dalla scomparsa di queste attività: si perderebbero presidi di biodiversità agroalimentare e la tenuta idrogeologica dei terreni che solitamente viene favorita grazie alle attività di pascolamento. Proprio per tale ragione è centrale l'intervento della Regione che sull'argomento ho sollecitato".



Conclude Ruffino: "Sicuramente risulta essere insufficiente la misura prevista dal Piano Regionale Interventi per risarcimenti da canidi. Ci sono è vero 287mila euro di fondi regionali stanziati ma in regime di de minimis e quindi è facile che il plafond non sia sufficiente a garantire il risarcimento pieno del danno visto che spesso gli operatori del settore accedono anche ad altre contribuzioni e sostegni che fanno raggiungere il limite velocemente. Attendo invece di comprendere le due misure che l'assessore all'Agricoltura ha annunciato essere contenute nel PSR. Verranno messe a bando a metà del 2016 e la prima, prevede contributi per l'acquisto di accorgimenti tecnici o per il pagamento di personale al fine di vigilare sui capi di bestiame, la seconda è una misura a superficie dei lotti coinvolti. Vigilerò sull'applicazione di questi due interventi che confido non tarderanno ad essere aperti".

Torino, 16 febbraio 2016




Al Presidente del
Consiglio regionale
del Piemonte

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

ai sensi dell’articolo 100 del Regolamento interno
(Non più di una per Consigliere – Non più di tre per Gruppo)

Oggetto: Avvistamento lupi Regione Piemonte

PREMESSO che il lupo in Italia è animale tutelato dalla legge da oltre quarant’anni, rientrando tra le specie cosidette “particolarmente protette” a partire dal 1977 e poi ancora ai sensi della legge nazionale 157/92;



CONSIDERATO che da quando venne segnalato sulle montagne cuneesi, e poi su quelle della nostra provincia, questo straordinario predatore è riuscito in poco più di vent’anni a crescere di numero come mai accaduto nei secoli precedenti, certamente favorito in ciò dall’abbondanza di prede selvatiche e dall’aumento della forestazione contemporaneo all’abbandono da parte dell’uomo di zone montane e pedemontane;



TENUTO CONTO che i branchi dei lupi si stanno diffondendo ormai su tutto l’arco alpino moltiplicando le loro predazioni ai danni del bestiame domestico, principalmente pecore e capre ma anche bovini ed equini;



CONSIDERATO inoltre che il mondo rurale e montano, quello contadino, da sempre ricchezza economica e patrimonio storico e culturale del Piemonte, sono da tempo allarmati e stanno sollevando il problema ad autorità e opinione pubblica, segnalando una vera e propria emergenza sociale che in pochi anni potrebbe cambiare la realtà di chi vive e trae sostentamento dalla montagna e dalle attività economiche ad essa collegate;



TENUTO CONTO inoltre che pastori e margari in numero crescente minacciano l’abbandono di alpeggi e della pratica della monticazione, e questa sarebbe la fine di molte attività fondamentali, e se ciò avvenisse sarebbe un disastro, non solo per la perdita di autentici presidi di biodiversità agroalimentare, ma anche per il contributo fondamentale offerto dal pascolamento in alta quota alla tenuta idrogeologica dei terreni, provocando i dissesti che ben conosciamo;



APPRESO che oltre confine, in Francia, il Ministero all’Ambiente ha recentemente autorizzato la caccia ai lupi, colpevoli di migliaia di predazioni e presenti come da noi, con popolazioni egualmente numerose e contigue alle nostre, ma che presto potrebbero, spinte dalla pressione venatoria transalpina, spostarsi nel territorio italiano;



Preso atto che aumentano le preoccupazioni di singoli cittadini ed intere comunità, che chiedono d’essere tranquillizzate sui potenziali pericoli rappresentati di una specie selvatica che la storia ci consegna con la fama di un predatore formidabile, efficiente come pochi altri e non sempre del tutto disinteressato nemmeno alla razza umana;





INTERROGA



                                               Il Presidente della Giunta                 

                                                L’Assessore                                       






Per sapere come le problematiche generate dalla presenza del lupo sul territorio piemontese sono state gestite, tenendo conto dei "costi/benefici" che tale presenza ha avuto ed avrà sulle comunità rurali ed alpine e sulle attività economiche, gia' fortemente provate dalla crisi economica.



IL CONSIGLIERE FIRMATARIO                                                        Daniela RUFFINO





Risposta degli Assessori Valmaggia e Ferrero: